martedì 22 marzo 2016
La crisi del mondo moderno (pt. I)
È detto nel Vangelo: "Chi di spada ferisce, di spada perisce" [Matteo, 26, 52]; chi ha scatenato le forze brute della materia perirà schiacciato da queste stesse forze, di cui ha cessato di essere davvero il signore dal momento in cui le ha messe imprudentemente in moto e di cui egli non può nemmeno presumere di frenare indefinitamente la marcia fatale. Forze della natura o forze delle masse umane, o le une e le altre insieme, poco importa; son sempre le leggi della materia che qui agiscono ed esse travolgono inesorabilmente chi ha creduto di dominarle senza essersi elevato di là dalla materia. L'Evangelio dice in più "Ogni casa divisa in se stessa crollerà" [Luca, 11, 17]. Questo detto si applica a perfezione al mondo moderno, con la sua civilizzazione materiale che, per la sua stessa natura, non può che suscitar dovunque lotte e divisioni. La conclusione è fin troppo facile a trarsi e non occorre passare ad altre considerazioni per predire, senza tema di errore, che questo mondo va incontro ad una fine tragica, a meno che un cambiamento radicale, sviluppatesi fino ad una vera e propria revulsione, non si produca a breve scadenza.
[...]
Bisogna dichiararlo francamente, senza cercar vane conciliazioni: fra lo spirito religioso nel senso vero della parola e lo spirito moderno può solo esservi antagonismo. Ogni compromesso riuscirà solo ad indebolire il primo e tornerà a vantaggio del secondo, la cui ostilità non per questo risulterà disarmata, poiché esso può solo tendere a distruggere completamente quel che, nell'umano, riflette una realtà superiore all'umano.
(René Guénon, La crisi del mondo moderno, Roma: Edizioni mediterranee, 2015 (1937), pp. 147-148)
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